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Radio Insonnia

Good Morning Radio Insonnia

L’esistenza umana, così come il corso delle cose, risultano essere caratterizzati da un prima e un dopo. Gli oggetti non saranno mai come li abbiamo toccati, una volta fuori dalla scatola dei sogni, perché essi cambiano, invecchiano e talvolta finiscono rotti.
Nella progressione esistenziale accade lo stesso alle persone, ma non a ciò che esse furono.
L’eredità d’affetti di cui parla Foscolo è qualcosa che va oltre il sentimento per farsi ricordo, memoria che viene celebrata attraverso l’immortalità.
Quest’ultima rientra in un privilegio che attiene al mondo greco, la si trova nell’Olimpo popoloso di divinità ed eroi consacrati alla pienezza di un tempo che non si esaurisce.
Gli uomini hanno un costante bisogno di stupirsi, rifiutano il vantaggio di sapere quanto accadrà domani, cosicché appaiono più veri della deità che li opprime e li schiaccia. Autentica è la passione che scuote l’individuo, che lo agita e lo tormenta, ma che pure lo consacra nelle righe del tempo. Sopravvive all’uomo il suo talento e la bellezza della scoperta, l’immortalità del genio che da sempre ha saputo demolire gli altari sacri della superstizione, trovando conferma nella razionalità filosofica del Cogito ergo sum di cui parla Cartesio.
Cosa avrà pensato Michelangelo, dopo l’ultima pennellata di colore nel cielo della Cappella Sistina. E chissà quali furono le parole del cardio-chirurgo sudafricano Christiaan Barnard, quando realizzò il primo trapianto di cuore.
Qual è stata la meraviglia di Neil Armstrong un attimo dopo aver poggiato i piedi sulla luna. Prima di lui un’impresa simile era riuscita solo ad Astolfo, spedito da quelle parti per recuperare il senno di Orlando, perdutamente folle d’amore.
Come avrà reagito l’ingegnere Tesla quando mosse le sue onde radio nell’etere dei suoni. Forse fu una gioia da poco, visto e considerato che il merito della scoperta andò poi a Guglielmo Marconi. Tuttavia, nel dopo di ogni approdo incuriosisce pensare a come abbiano esultato i naviganti o gli inventori arrivati in un posto nuovo o trovatisi di fronte a una rivoluzionaria scoperta.
Cristoforo Colombo baciò la terra sulla quale poté finalmente camminare, dopo mesi trascorsi nell’Oceano, mentre Archimede doveva conoscersi poco se lavandosi in una tinozza di legno esclamò con sommo stupore “Eureka”.
Se l’invenzione della radio è fatta risalire a poco prima del Novecento, la prima stazione radiofonica è del 1919. Frank Conrad iniziò a trasmettere dall’interno di un garage, inventandosi un suo palinsesto musicale, raggiungendo l’apoteosi del successo quando, negli anni venti, trasmise in diretta le elezioni presidenziali.
Una realtà antitetica quella dell’uomo solo che riesce a farsi ascoltare da milioni di persone, pur standosene tra le quattro mura di un’autorimessa vuota.
Anche lo speaker Adrian Cronauer faceva la stesso. Salutava i Vietcong con un iconografico “Good Morning Vietnam” e con la musica costruiva un ponte dove far convergere la malinconia e le illusioni di chi non comprese mai bene perché bisognasse immolarsi alle ragioni futili di una guerra, rimasta negli anni senza vincitori né vinti.
La radio è stata strumento di propaganda per i dittatori di regime, ma pure voce di speranza per chi da essa fu informato sulla fine dei conflitti. Ha raccontato il calcio di Gigi Riva, Rivera e Mazzola, quando ancora la televisione non c’era e ha fatto sognare le gesta di grandi fuoriclasse attraverso l’epopea di cronache avvincenti, un memoriale di parole che i padri raccontano ancora ai loro figli. Ha distribuito canzoni e la diretta di concerti memorabili, tenuto compagnia negli esili di lunghi viaggi, fatto da colonna sonora a storie d’amore vissute nell’abitacolo di un’auto. Ha divulgato le canzoni dell’estate e quelle che ancora alimentano il ricordo di una donna: parole rimaste come profumo attaccato alla pelle.
Negli anni Settanta si aspettava che la voce dello speaker facesse partire i pensieri di una dedica, prima di che il brano implodesse in una illusoria astrazione. Una volta c’era il vinile, poi sono arrivati i compact disc, adesso vecchi già di quarant’anni. Non suonavano come gli LP per via di una scrittura digitale della musica: sublimavano le alte frequenze, tipiche dei generi House e Tecno.
Per fortuna Lavoisier aveva visto bene quando elaborò la legge di conservazione delle cose, attraverso la quale stabiliva come in natura nulla si crei né si distrugge, ma tutto si trasforma.
I sistemi di divulgazione della musica sono passati dalle musicassette e il disco insieme, per approdare ai CD e agli mp3, facendo poi ritorno alla poesia del vinile che ha un respiro umano, sotto la puntina del giradischi. Il brano ha inizio attraverso uno scarto di polvere, mentre il silenzio è rotto da un’imperfezione che si ripete a ogni giro, prima di svanire in un’alchimia perfetta di melodie e strofe.
Radio Insonnia nasce dalla nostalgia per il passato, ma anche dal razionale bisogno di non rimanerne prigionieri per riuscire a fare meglio qui, ora.
Il nome riflette la personalità di chi lo ha pensato, oltre ad essere chiaramente un invito a vivere ogni istante, senza sciupare nemmeno un attimo. Fu Seneca a consigliare al suo allievo Lucilio di avere cura del tempo, perché è l’unico bene che una volta andato perduto non potrà mai più essere restituito a chi lo abbiamo tolto, malgrado il rammarico, nonostante la buona volontà a porvi rimedio.
La notte è l’altra parte del giorno, quella metà oscura che lo completa. Piuttosto che eccedere in bagordi, annullandosi nell’alcol e nel fumo, si potrebbe scrivere qualcosa, per poi leggerlo in radio: offrirsi a chi ascolta è meglio che smettere di pensare, tanto, dopo la sbronza saremo ancora noi. Che l’overture del nostro programma abbia inizio: House of the rising sun.
Il brano è del 1964. Fu portato al successo da un gruppo britannico chiamato The Animals, ma l’autore ancora non si conosce. C’è chi afferma debba trattarsi di una ballata popolare le cui origini risalgono al lontano 1600.
Tante sono le allegorie contenute nel testo, insieme a quelle del titolo: “La casa del sole nascente” che farebbe pensare a una casa chiusa. Il riferimento al Sole attiene alla catarsi e alla rinascita della persona.
L’intenzione è quella di formare un gruppo animato dalla stessa passione per la musica, attraverso il quale farsi ascoltare, evitando di essere ripetitivi e banali. La scrittura permetterà di introdurre le canzoni e la cornice storica dentro cui esse nascono, oltre a quella emotiva e passionale dei compositori. Darà la possibilità di approfondire le storie di alcune facce del Rock divenute icone per molti giovani che hanno cominciato a vestire e pettinarsi come esse.
Nelle dirette di Radio Insonnia l’intenzione è quella di divertirsi il più possibile, anche facendo musica dal vivo. Saranno invitate band affermate, ma pure quelle emergenti, per delle esibizioni live e delle interviste in itinere.
Trattandosi di una radio web (almeno per ora) lo spazio multimediale sarà corredato da pensieri e fotografie, come fossero dei post-it per fermare momenti unici e irripetibili.
Tramite questionari saranno scelti i soggetti che meglio rispondono alle esigenze della radio, ragazzi e ragazze motivati, curiosi, passionali, indomiti e abbastanza folli per intraprendere un’avventura simile.
Sarà garantita una totale libertà d’espressione per la voglia di creare qualcosa di nuovo, ma non da meno ci faremo mancare il senso di responsabilità e il rispetto che ognuno deve all’altro, evitando le offese gratuite, mantenendo una degna etica professionale, onorando turni e incarichi tra di noi.
Non vogliamo che nell’aria aleggi solo il riverbero di vane parole né che la buona musica rimanga una promessa, per cui mettetevi comodi: sintonizzatevi su Radio Insonnia.

GB

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